La storia di un informatico

Non posso del tutto considerarmi un nativo digitale. Questa espressione, infatti, è convenzionalmente utilizzata per definire una persona nata e cresciuta con le tecnologie digitali quali computer, telefoni cellulari, iPad, console per videogames.

Sono nato prima che in casa mia comparisse il primo telefono. Avevo sei anni quando il primo apparecchio venne installato. Ricordo ancora molto nitidamente la sensazione.

Nel 1984 avevo appena 12 anni e ricevetti per Natale il mio primo Home Computer, un bruttissimo e lentissimo Commodore 16 con il quale cominciai a giocare e sperimentare le potenzialità dell'informatica.

Non mi fermai ad usufruire del computer per i soli video giochi come accadeva alla maggior parte dei miei coetanei. Ero istintivamente spinto da una sempre maggiore curiosità e già all'epoca mi ero convinto che un computer potesse essere utile per risolvere numerosi problemi di calcolo oltre che di raccolta di dati.

In pochi anni imparai a programmare il BASIC 3.5 un linguaggio che consentiva di impartire al computer un gran numero di istruzioni ed eseguire comandi già molto complessi.

Questo faceva di me un appassionato di informatica.

A cavallo fra gli anni '80 e l'inizio degli anni '90 non era certamente semplice ed economico acquistare un home computer se non addirittura un più potente Personal Computer. Il costo era proibitivo e non tutti i ragazzi della mia stessa generazione ne avevano uno.

Nel 1992 ereditai un vecchio IBM PS/2 Model 40 e fu allora che avvenne la grande rivoluzione. Avevo già ricevuto l'imprinting imparando ad utilizzare il Commodore 16 ora il mio primo IBM con il suo monitor VGA mi permetteva di fare cose prima impensabili.

Con il primo editor di testi cominciai a tenere un diario delle mie giornate. Possedevo all'epoca una delle molte versioni di Word Perfect, che consentiva le principali operazioni di base come la correzione del testo. Ero entrato definitivamente nell'era digitale.

Con questo primo Personal Computer riuscii a scrivere qualche breve tesina durante i primi anni di università: il computer entrava prepotentemente nello studio e nel lavoro ma ancora non ci si rendeva bene conto fino a che punto.

La terza svolta avvenne nel 1997 con la mia prima esperienza di navigazione in internet. In quel periodo si navigava ancora molto lentamente e con costi esorbitanti. Si accedeva ad internet avendo un indirizzo web e digitandolo direttamente sulla barra degli indirizzi del browser (Netscape o Internet Explorer); era possibile già in quegli anni effettuare delle ricerche con l'allora famoso motore di ricerca Yahoo che già funzionava ancora prima dello strabiliante successo di Google.

Fu come accendere una lampadina in una stanza buia: tutta l'informazione del mondo era immediatamente disponibile ed in quantità pressoché infinita.

Cambiava definitivamente il mio rapporto con la conoscenza. Per crescere professionalmente non era più necessario saper memorizzare informazioni (utili certamente ma non più fondamentali) ma semplicemente capire come utilizzare in modo proficuo tutta quell'informazione disponibile.

Io che avevo sempre avuto una predilezione per l'informatica, per le conseguenze e per l'impatto che questa avrebbe avuto sulla nostra vita quotidiana non potei rimanere insensibile e venni coinvolto appieno nell'uso dei nuovi mezzi.

Solo nel 1999 comprai il mio primo vero Personal Computer riscattando anticipatamente una assicurazione/investimento sulla vita. Benché avessi pagato una penale questo riscatto fu l'acquisto che segnò il mio definitivo benvenuto nel mondo dell'innovazione e delle tecnologie informatiche.

Collegai il Personal Computer alla rete con il primo modem e una connessione Dial-up. Mentre i miei coetanei ancora viaggiavano a 56kbps riuscii a ottenere un contratto con una connessione a 128kbps che mi consentiva di navigare più velocemente.


Se da un lato mi sono trovato immerso nel momento storico giusto e ho potuto e dovuto usare i primi computer per adeguarmi alla vita dei miei coetanei, dall'altro sono sempre stato attirato dal desiderio di conoscere ed approfondirne l'utilizzo.

Ma perché? Perché può essere così importante?

Perché in modo del tutto visionario ed intuitivo avevo già capito che il computer poteva essere il giusto mezzo per amplificare le nostre potenzialità.

D'altra parte non per niente Archimede affermava: "datemi una leva e solleverò il mondo”!

Perché se impariamo ad utilizzare correttamente i computer, mettendo un minimo d'impegno nell'apprendimento, possiamo ridurre notevolmente gli sforzi e tempi per elaborare una grande quantità di conoscenza e di informazioni traendone un vantaggio concreto.

Benché all'epoca fossi particolarmente ottimista e speranzoso e avessi idee piuttosto fantascientifiche sul futuro, mi considero fortunato ad aver avuto ragione di questa visione in un periodo in cui poteva risultare ancora prematura.

Oggi gli strumenti a disposizione sono eccellenti e ci permettono di fare cose che fino ad un decennio fa erano impensabili.

E' ormai ovvio che sia possibile ottenere risultati e vantaggi assai superiori che non utilizzando carta, penna o una calcolatrice di vecchio tipo per svolgere i calcoli più complessi.

Dobbiamo accettare l'evidenza: i computer ormai sono ovunque e possono essere potenti strumenti di lavoro. Non dobbiamo però dimenticare che dietro ad un computer si nascondono numerosi problemi: ci inducono ad astrarci dalla realtà, ad assottigliare le nostre relazione interpersonali, ci fanno vivere nella solitudine e inducono fenomeni di stress informativo, consentendoci di mostrare all'esterno solo ciò che è positivo di noi stessi. In questo si perdono le relazioni umane concrete talvolta fatte di lati positivi e negativi.

Il problema essenziale è: quali criteri adottare per usare un computer senza farsene assorbire o dominare?

E' il problema centrale di questo libro... e come spesso accade la soluzione è nel metodo con il quale si affronta il problema.

Nel 2001 in collaborazione con un esperto libraio già progettavo la realizzazione di una libreria online ancora prima dell'apparizione dei più famosi portali come Amazon Italia o IBS e dei quali non se ne poteva neppure immaginare l'arrivo.

Fu così che oltre a saper assemblare l'hardware, formattare, partizionare dischi rigidi, configurare un sistema operativo, non solo divenni sempre più conoscitore della tecnologia e dei linguaggi informatici ma cominciai a capire come doveva essere organizzata l'informazione e come e come questa potesse essere gestita attraverso le tecnologie informatiche.

All'epoca però non riuscivo ancora a padroneggiare completamente i mezzi informatici senza farmi distrarre dagli specifici problemi che l'informatica (ancora troppo immatura) poteva causarmi: un programma che non funzionava, una incompatibilità, uno spegnimento improvviso di un programma o del computer stesso.

In quegli anni mi accadde una cosa incredibile... finii per scegliere la mia strada scoprendo quale attività prediligevo istintivamente: ero decisamente appassionato di computer.

Pur avendo intuito la potenzialità dei mezzi informatici inizialmente non riuscivo a capire come potevo impadronirmene realmente e lavorarci.

L'illuminazione è arrivata direttamente dall'informatica. Questa è ordinata, sequenziale, chiara, concepita per scopi concreti anche se il più delle volte ne parliamo come se appartenesse ad un modo parallelo, il mondo del virtuale, codificato in modo incomprensibile e misterioso.

Il computer serve essenzialmente a migliorare e velocizzare le operazioni di comunicazione e il lavoro intellettivo. Quello che un tempo era conosciuto come il "lavoro di concetto” poteva essere sviluppato e moltiplicato per un coefficiente enorme semplicemente facendo uso di un comunissimo computer.

L'importante è sapersene avvalere in modo corretto.

Con il tempo ho sviluppato una profonda esperienza che mi ha permesso non solo di imparare a programmare (poco male, molti lo sanno fare) ma anche di riuscire a capire come dovevo lavorare.

Era di primaria importanza saper sfruttare il mezzo computer. Perché mi trovavo nel bel mezzo di un cambio culturale e soprattutto perché quello strumento poteva
cambiare radicalmente l'approccio al lavoro e alle sue regole.

Di fatto quello che ho scoperto è che per lavorare con profitto al computer sono necessarie risorse mentali, alcune piccole risorse economiche me soprattutto una buona dose di organizzazione e capacità manageriale.

E' così che nell'arco di pochi anni non solo ho imparato ad usare un computer con la massima scioltezza ma sono anche diventato un webmaster professionista che può vantare alcuni discreti successi.

Oggi sento il bisogno di insegnare e di trasferire le mie conoscenze prima di tutto ai giovani, anche se alcuni di loro sono già più avanti di me nell'uso dei computer.  E’ piacevole insegnare soprattutto a coloro che ancora sottovalutano (o ignorano) le potenzialità di un computer per la loro professione.

Ma la mia storia, per quanto particolare possa sembrare racchiude in sé un modello interessante. Prima di capire come utilizzare un computer rendendolo uno strumento produttivo è bene che ognuno comprenda e riesca a dare risposte precise alla propria esistenza perché è da queste risposte che partiremo.