Struttare l'effetto Zeigarnik nel lavoro

Spesso una “To Do List” è una rappresentazione astratta delle nostre migliori intenzioni di lavoro. Proprio perché è slegata dalla realtà rischia di rimanere sempre un elenco di cose incompiute.

Come fare per portare a termine l’elenco di cose da fare?

Abbiamo visto che usare parole diverse (come “just do it list”) può essere un modo per spronarci inconsapevolmente ad usare più impegno in quello che facciamo. Questo però potrebbe non bastare, allora dobbiamo usare dei trucchi per ingannare la nostra mente e la nostra istintiva pigrizia.

Sfruttare l’effetto Zeigarnik è un ottimo modo per indurci a lavorare di più e portare a termine la lista di cose da fare. Ma cos’è esattamente l’effetto Zeigarnik?

La psicologa Bluma Zeigarnik (1900 – 1988) notò che i camerieri di un ristorante riuscivano a ricordare perfettamente le comande ancora non concluse di un tavolo mentre non ricordavano nulla delle comande concluse.

Sostanzialmente, dopo aver compiuto dei test su un gruppo gruppo di pazienti, comprese che la mente tende a ricordare meglio le attività che sono state interrotte piuttosto che attività portate a conclusione.

Questo fenomeno risiede nel fatto che nel cervello, quando si inizia una attività, si crea una aspettativa (che probabilmente ha un fondamento nella ricerca della ricompensa dopaminica) che deve essere soddisfatta.

Nel momento in cui la ricompensa non arriva il desiderio di portare a compimento una azione diventa notevolmente più forte. Per questo anche tendiamo a ricordare meglio le attività e i compiti che dobbiamo concludere.

Questo significa che se iniziamo una attività, senza concluderla, saremo portati più facilmente a concluderla.

Detto im parole semplici: chi comincia è a metà dell'opera!

Sfruttare l’effetto Zeigarnik significa iniziare una attività, anche quando si avrebbero infinite scuse per rimandarla, nell’idea che così facendo saremo spronati ad affrontarla e concluderla definitivamente.